Quinto Orazio Flacco nasce a Venosa, in Apulia, nel 65 a.C. Vita_in_camp_Orazio

Buona parte della sua vita ci è descritta da una biografia di Svetonio e dalla sua stessa testimonianza. Era figlio di un liberto. Suo padre era esattore di pagamenti alle aste e aveva acquistato una piccola proprietà. Suo padre diede al poeta latino la migliore educazione possibile: prima frequentò al scuola del grammatico Orbilio e poi ad Atene. Quando scoppiò la guerra civile, in seguito all’uccisione di Cesare, Orazio si trovava ancora in Grecia, nella quale si erano stabiliti i cesaricidi. Il poeta, ancora giovanissimo, prestò servizio nell’esercito repubblicano come tribuno militare, partecipando alla sonora sconfitta di Filippi, nel 42 a.C. Tornato a Roma ottenne il perdono da parte dei vincitori e svolse le mansioni di segretario nell’ufficio di un questore. Privato della sua proprietà e costretto dalla povertà, cominciò a scrivere opere di poesia. Nel 38 a.C. fu presentato da Virgilio e Vario Rufo a Mecenate, che lo prese sotto al sua protezione. Nel 33 a.C. ricevette un dono un podere sui colli Sabini, podere che Orazio terrà sempre in altissima considerazione affettiva e che celebrerà spesso nei suoi componimenti.

Morirà nel 8 a.C., alcuni mesi dopo Mecenate, con il quale aveva condiviso un’amicizia trentennale. Orazio non si sposò mai. Svetonio lo descrive di bassa statura e corpulento. Orazio parla dei suoi capelli grigi.
«Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.  »

« Mentre stiamo parlando il tempo invidioso sarà già fuggito.
Cogli l’attimo, confidando il meno possibile nel domani. »
(Orazio, Odi, I, 11, 7-8)